Ma dove vai se… te stesso non ce l'hai...

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E’ da un po’ di giorni che non scrivo e mi è mancato.

Avevo bisogno che mi mancasse, che mi urlasse forte di tornare tra le righe di questo e altri luoghi. In realtà scrivo, ma scrivo su foglietti che si dimenticano facilmente quasi a farlo di proposito. In questo periodo sono inseguita da dubbi, molti dubbi e incertezze relative a un paio di questioni che mi stanno molto a cuore e che devo risolvere forzatamente. Uno dei due dubbi che corre lontano e libero nella mia mente si è scatenato durante la mia recente permanenza nei Paesi Bassi, in Olanda. Sono rimasta letteralmente colpita da questo popolo e dal suo ambiente, in particolare c’è una piccola città, Hoorn, che mi ha conquistata e mi ha fatto venir voglia di fare le valigie. Non tollero più questo ambiente Italiano bigotto e ristretto, ma è il mio paese, e non posso non amarlo nonostante i suoi difetti. So però che servirebbe una pausa, una pausa dettata da un luogo straniero, in cui anche l’esercizio del parlare in lingua diversa possa stimolare la mia mente, la mia inesauribile voglia di fare, che in questi mesi si è assopita, mentalmente parlando, perché annoiata dalle circostanze. E’ stato bello rimanere in sosta per ore nel Van Gogh Museum mentre fuori si combatteva in modo pacifico la lotta a suon di musica e colori per la difesa dei diritti di tutti (Europride 2016), penso che proprio l’Olanda e in particolare Amsterdam siano i luoghi ideali per queste manifestazioni.

Ho appreso da loro che tolleranza non significa accettare tutto, significa lasciare che ognuno sia in modo naturale e quando lasci che sia generalmente non è violento il suo modo e non è maleducato il suo dire e non è sbagliato o giusto il suo essere, è solamente diverso e per questo di grande valore.

Ho appreso che ho una nuova e grande voglia di tenere la valigia in corridoio e un occhio sempre vigile su jetcost e Pirati in viaggio per scovare qualche occasione, in questi giorni sto monitorando Becheler, il paese della Bretagna che ha una libreria ogni 44 abitanti. Un luogo simile va vissuto prima che capito, sarà impossibile da importare in Italia, sicuramente, ma qualcosa di diverso deve esserci per forza. L’idea sarebbe quella di installare una base in Bretagna con collaborazioni estere. Sto ragionando infatti sul alcuni format di libro illustrato che mi piacerebbe testare e mi servono teste, appunto.

E’ da molto tempo che sento parlare di consapevolezza, di registrare e scrivere obiettivi e fissarli e maturazione e ricerca spirituale, la libreria che ho parla molto di questi argomenti. Ora non è più il tempo di scoprire è arrivato il tempo di testare con mano le cose che si scopriranno strada facendo, senza aspettare.

Continua il mio percorso di pianificazione e ordine. Fare ordine e pianificare sembrano un gioco da ragazzi in realtà è complicato perché spesso se non hai avuto un modello di questo tipo semplicemente non lo conosci e se sei molto stanco e pigro, non hai nemmeno voglia di incontrarlo. Come scrissi un po’ di tempo fa, per motivi ovvi è entrato nella mia vita il metodo giapponese di Marie Kondo e l’ho testato e in parte ha funzionato, scrivo in parte perché non ho fatto alla perfezione tutto quello che ha indicato lei ma sicuramente ha aperto un varco nel mio modo di essere e non riesco più a tollerare quel gradito disordine di cui mi vantavo (il famoso disordine in cui si sa dove si sono messe le cose…stronzate, il disordine è disordine, punto) quindi ora sto lottando contro il mio modello, quello che mi sono sempre tollerata da sola e ho capito che è un percorso irreversibile e che in effetti quando cominci a fare ordine attorno, il benessere che senti attorno è incredibile ti fa stare benissimo.

Per quanto riguarda il mio challenge, il Miracle Morning, il mio feedback è il seguente: funziona. La mia opinione rimane sempre la solita, cercare la propria chiave inglese della vita è il metodo migliore per uscire da ogni situazione.

La mia sveglia è alle ore 6 e alle 9 molte cose (non tutte) sono ok, il mio prossimo Challenge è ritornare a scrivere ma alla sera quando trovo uno spazio per me e posso chiudermi nel mio spazio e discutere un po’ con me stessa perché è questo che amiamo fare, giusto?

Modalità Italy On.

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