Dipende tutto da noi. Davvero? Un sistema per combattere la procrastinazione

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Dipende tutto da noi. La nostra realtà intendo.

Sapevatelo.

Questo afferma la corrente di pensiero più in voga del momento, il pensiero positivo.

La realtà così come la percepiamo, è creata da noi.

Quello che è fuori, è dentro.

Il mondo esteriore è lo specchio del mondo interiore.

Uno dei settori più prolifico del mondo editoriale è il mondo del Self-help! Avrete letto di sicuro uno dei seguenti titoli:

  • Meditazioni di Marco Aurelio
  • I sette pilastri del successo di Stephen Covey
  • L’alchimista di Paolo Coelho
  • Sei come pensi di essere di James Allen
  • Autobiografia di Benjamin Franklin
  • Chi si aiuta Dio l’aiuta di Samuel Smiles
  • Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman
  • Tao Te Ching di Lao Tzu
  • Un corso in miracoli
  • I libri di Emerson?
  • Altri 500000000112003 libri in commercio ed altrettanti in preparazione

Ognuno dei libri elencati merita un altro libro dedicato, ma veniamo al punto. Dipende tutto da noi.

Il rapporto con la nostra realtà è passivo perché deciso da altri e non da noi oppure è attivo, siamo noi gli artefici di quello che viviamo quotidianamente? Nice question.

Per lavoro vengo a contatto con moltissime persone e teorie e praticanti di tutto ciò, alcuni più convincenti di altri, l’unico modo per riuscire a risolvere questo arcano è provare direttamente.

Perché cerchiamo questa tipologia di libri motivazionali (indagine tra la gente comune):

  • Perché oggi ci sono molti strumenti che ci permettono di realizzare cose per conto nostro, a basso prezzo e velocemente. Mai come in questo ultimo periodo la parola Start up è stata utilizzata e abusata. L’idea del garage di Steve Jobs ha affascinato e continua a farlo, milioni di giovani ragazzi. Alcuni provano ad imitarne l’opera e ci riescono (Coraggio e Passione)
  • Perché l’ho visto fare da altri, ad esempio, c’è quella ragazza che ama i vestiti e farsi fotografare e oggi è valutata milioni di dollari/anno eppure è partita come una ragazza acqua e sapone, basta avere passione ed uno smartphone (oltre a tanta voglia di fare, impegno e visione aggiungo io…). Parliamo in questo caso di Chiara Ferragni…
  • Perché ogni giorno leggo dai guru che se mi concentro al massimo e riesco a farmi vibrare le corde vocali solo con il pensiero, probabilmente domani diventerò un tenore (cit. Legge di Attrazione)
  • Perché mi hanno convinto che bisogna crederci, crederci seriamente e fortemente (Fede e pazienza)
  • Perché lo sento, come ha detto mio cugino, che una soluzione c’è ed è li ad aspettarmi (Il caso non esiste)
  • Perché ci sono molte vetrine, fisiche e virtuali, in cui posso mostrare le mie capacità, posso cantare su Youtube e scrivere su Wattpad
  • Etc… Etc…

Perché dedichiamo tanto tempo e soldi a cercare di capire ed imparare e poi alla fine della fiera non facciamo nulla di tutto quello che ci viene consigliato? E continuiamo a lamentarci. La risposta è una:

Non facciamo le cose. Le piccolissime cose. Procrastiniamo.

Al di là dello scherzo e scrivendo seriamente, è proprio così. Che lo vogliamo o no, dipende tutto da noi. Forse non proprio tutto, non ho la risposta per questo, non so se alcuni problemi di salute siano effettivamente solo colpa nostra (anche su questo tema c’è una ricchissima letteratura a riguardo). So però, perché lo sto apprendendo anche io, senza crederci prima, che è proprio così.

Lo sappiamo istintivamente tutti che se siamo indisposti e ci svegliamo con il piede sbagliato (perché poi dovrebbe esserci un piede sbagliato???), la giornata prende una piega che non è molto in linea con le nostre aspettative. C’è una altissima probabilità di essere mandati a quel paese se la prima cosa che diciamo appena svegli a chi vive con noi è “Perbacco quanti capelli bianchi hai, stai invecchiando”. Quindi riflettendoci, dipende da noi.

Ho letto tantissimi libri e anche articoli e partecipato a conferenze per riuscire a comprendere poi nelle piccole cose di tutti i giorni che è vero.

E’ maledettamente vero. La nostra realtà quotidiana è creata da noi.

Ed è maledettamente facile da capire, quando ti prende quella cosa che si chiama momento di illuminazione.

E’ altresì maledettamente vero che è difficilissimo esserne consapevoli e comportarsi di conseguenza.

E’ ancora più difficile capire che è straordinario quando lo realizziamo nella nostra vita e che può cambiare tutto.

Non so se l’ho scritto in modo abbastanza convincente.

Cambia tutto

Questa famosa realtà che viviamo, del quale ci lamentiamo, che non ci convince, che ci mette sotto pressione, che ci deprime, che ci fa venire voglia di fuggire a volte, che non ci riconosciamo addosso e rifiutiamo improvvisamente ci appare diversa.

Diventa come deve essere

Certo bisogna fare un po’ di esercizio. Ma ne vale la pena amici. Ve lo assicuro.

Voglio condividere quindi il mio percorso che è anche quello che consiglio. La filosofia è sempre la solita. Inutile spendere migliaia di euro per corsi motivazionali, leggere fino allo sfinimento oppure comprare DVD e scaricare film a tema se non si è pronti a ricevere. Tutto questo materiale è come l’acqua di una diga. Se la diga è chiusa l’acqua non passa. Se l’acqua è troppa la diga cede e si rischiano i disastri. Se l’acqua non c’è, muore tutto quello che c’è intorno e che di acqua vive.

Per ricevere bisogna fare due cosette semplici, semplici:

  1. Pianificare questo percorso. In questo caso significa che bisogna dedicarsi il tempo per metterlo in piedi questo sistema, pianificandolo. Senza farsi venire il mal di testa. Scrivete sul calendario attaccato al frigo, martedì pomeriggio dalle-alle, pianificazione. Se qualcuno vi chiede di cosa si tratta, non date spiegazioni. Non siete tenuti. E’ cosa vostra. Ma farà bene a tutti
  2. Lasciare che sia. Quello che accadrà in questo percorso vi lascerà un po’ perplessi e stupiti e direte. Tutto qui? Mi sembra troppo semplice. Ebbene, vi do questa notizia. E’ così. Quindi basta chiacchiere.

Ed ora veniamo al metodo, con gli esempi viene sempre bene.

Esempio 1. Supponiamo che vi state lamentando perché la mattina fate sempre tardi. Caos, salto della colazione, ma siete troppo stanchi e lavorate sempre e tutti chiedono e tutti vogliono, c’è la fila in bagno e voi siete sempre quelli che si sacrificano etc etc… La persona che inizia così la giornata, verso le 17 dirà “Non posso più continuare così, stasera provo ad andare a letto prima, devo cambiare stile di vita, da domani 10 km di corsa e poi doccia”. Il rischio in questo caso aumenta perché se non avete il tempo di bere il caffè, come fate a trovarlo per andare a correre? Qualcosa non torna. La realtà, che non desideriamo, è che facciamo tutto in ritardo e quella che invece desideriamo è fare tutto e presto. Se poi analizzate l’ultima settimana e verificate quante volte avete fatto tardi o le corse vi accorgerete che c’è la risposta. Prendete un foglio e scrivete i giorni e descrivete come sono andate le cose. 9 volte su 10 la risposta sta nella riga in cui c’è scritto “Devo essere in ufficio alle 9, ho 30 km da fare in auto e mi sono svegliato alle 8”. Il primo pensiero è “Un’ora mi sembra sufficiente, cosa non va?”. Potreste chiedervi se avete preparato tutto per la colazione la sera prima. Avete preparato le tazze, il pane, i biscotti, la tazzina? La moka del caffè era già pronta sul fornello? Gli abiti erano già stati scelti? La maggior parte delle volte la risposta è che queste cose sono ininfluenti, che è colpa di qualcuno che si è fatto attendere dentro il bagno al quale avete ceduto il posto e che vi siete macchiati e dovuti ricambiare. Una mattina in continua emergenza! Non va bene ed è sempre colpa degli altri. Se aveste preparato tutto prima, la mattina avrebbe avuto un tono diverso. Chi vi ha impedito di sistemare tutto prima? Nessuno. E’ una vostra scelta. E’ banale. Ma il risultato, se cambiate strategia è straordinario, perché diventa un modo di vivere.

Esempio 2. Volete partecipare ad un concorso letterario, non avete coraggio, tante cose da fare. Analizzate la giornata e capite che c’è sempre qualcuno che si intromette e non vi lascia il tempo di fare le cose. E non le fate. Scadono i termini per la presentazione del concorso. Siete fregati. Soffrite. E’ colpa del destino. Davvero?

Ecco uno strumento che uso e faccio usare.

Prendete 3 cartoncini della dimensione di un biglietto da visita o poco più, rettangolari. Se dite che non li avete e bisogna andare a comprarli, state procrastinando. Non state facendo una cosa per creare la vostra realtà, che si compone di tante giornate di cose da fare che portate a termine.

Misure ideali: 10 x 15 cm. Tre colori diversi.

Sul primo, ipotizziamo il giallo, scrivete 1 su un angolo (poi verrà automatico ricordarlo grazie ai colori). E’ il Tag del mattino, quello che usate quando vi svegliate. Definite 7 attività principali che fate ogni mattino appena svegliati e che sono obbligatorie per avviarvi alla giornata vera e propria (che vi piacciano o meno). Segnate per ogni mattina con una X le volte in cui la risposta alla domanda è negativa.

Tag 3, è il Tag della sera. Si usa prima di andare a dormire. Stesso meccanismo del primo foglio e sarà di un altro colore. Non cancellare le parti in grassetto, definite 7 attività che dovete/volete fare per accompagnarvi nella vostra realtà ideale.

Regola per compilare i Tag: Dovete sempre scrivere un task ed aggiungere una domanda. La domanda che verifica se avete concluso il task precedente. E’ su questa risposta che saranno misurate le X.

Tante X significa che dimenticate o non fate sempre la stessa cosa. Quindi o la cosa è inutile o non vi interessa o se dovete farla forzatamente, avete un problema da affrontare.

I checkpoint giornalieri invece li mantenete così oppure ne create altri da utilizzare durante il giorno e tra il Tag 1 ed il Tag 3. Portateli sempre con voi e ricordatevi di controllarli e rispondere alle domande, mentre siete in coda, in auto, a pranzo, ovunque. Segnare con X, rispetto al giorno, se la domanda ha una risposta negativa. Serve a fare un checkpoint. Dopo circa un mese, se lo fate tutti i giorni, lo farete in automatico.

L’obiettivo è svegliarsi o meglio, rendersi conto di essere vigili sul proprio destino. Verificare sempre. Il motivo per cui si segnano le X quando la risposta è negativa non è casuale. Vedere tante X deve farci porre delle domande.

Tante X significano che siamo passivi rispetto alla nostra giornata.

C’è sempre una cosa importante da ricordare quando venite presi dallo sconforto. Fare cose, le cose che ci servono per raggiungere un obiettivo, le cose anche piccole, tipo preparare la moka la sera prima, mandare il plico con il nostro manoscritto, è fondamentale per crearci la realtà di cui abbiamo bisogno.

Il nostro obiettivo è composto da tanti piccoli task. Piccoli e banali. Per riprendere l’esempio 2, per mandare il manoscritto devo andare alle poste oppure devo mandarlo via mail.

Se non lo fai, non è perché sei sfortunato. E’ perché non ti interessa abbastanza.

Do the work!

 

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