Sulla forza e sulla determinazione

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L’impossibilità di tradurre dal cinese rende ancora più forte questo video in cui sono le immagini a parlare.

Si tratta di Liu Wei che nel 2010 ha vinto l’edizione cinese di China’s Got Talent, suonando il pianoforte magistralmente con il solo uso dei piedi. Liu Wei ha infatti perso entrambe le braccia da bambino e da quel momento ha dovuto imparare a far tutto da solo e con l’uso dei piedi. Tra le sue dichiarazioni riporto la più forte e descrittiva ‘Avevo due scelte,  morire il più presto possibile o vivere a lungo una vita indimenticabile. Io ho scelto la seconda‘.

Sono poche le parole che si possono dire vedendo un video simile. Sono tante invece le emozioni che si possono provare. Per quello che riguarda me, la prima reazione è stata di affetto, anche se non lo conosco, gli posso solo augurare una vita ed una carriera nella musica ricche di soddisfazioni.

Una volta ho conosciuto una ragazza senza le braccia che lavorava come impiegata per una grossa azienda. Mi impressionava vederla utilizzare il pc con i piedi ad una velocità che mi agitava, la vedevo sempre sorridente e felice, la sentivo parlare con il marito ed i figli al telefono e l’ascoltavo ammirata quando si divertiva a dire che il marito doveva forzatamente stirarsi le camicie. L’ascoltavo e la spiavo, invidiosa della sua forza ed estremamente ammirata e felice per lei. Pensavo ai suoi figli a quanto dovevano essere fieri di una mamma così. Penso alla bellissima Simona Aztori che mi ha sempre colpito ed impressionato e che recentemente ha pubblicato un libro  “Cosa ti manca per essere felice?” Ed. Mondadori. Dice bene Simona Perché ci ostiniamo a focalizzare su ciò che non abbiamo? Ha ragione Simona quando afferma che si tratta di scuse.

Persone grandiose nella loro quotidianità che mi mettono a disagio perché penso a tutte le cose di cui mi lamento ogni giorno ed alle incredibili potenzialità degli esseri umani. Le domande sono sempre le stesse, sappiamo davvero quanto siamo unici e ricchi di risorse? Perché ci limitiamo da soli e guardiamo sempre indietro invece che avanti? Da dove arrivano tutte le nostre paure anche quando sappiamo che è inutile averle, che alla fine dei conti c’è qualcuno vicino a noi e che stiamo bene? Ed io che me la prendo perché al secondo tentativo non mi crescono le orchidee o non sono capace di replicare una chiesa gotica con matita e carboncino.

La seconda reazione è quindi scontata: mi incazzo tantissimo sapendo quanto posso fare ed invece mi limito solo ad aspirare a farlo.

Una riflessione importante, continua e profonda.

Esco a fare due passi.

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