La filosofia del mattone. Per formatori & Co.

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Due minuti di visione che devono essere imparati a memoria da tutti quelli che insegnano, educano, formano, gestiscono e coordinano persone. In particolare i formatori, ma può andare bene per qualsiasi tipo di educazione [dal lat. educare, intens. di educĕre «trarre fuori, allevare»].

Vedo costantemente situazioni diverse da questa, purtroppo. Il film bellissimo ed ormai datato da cui si trae questo spunto è Proposta Indecente di Adrian Lyne con Robert Redford, Demi Moore e Woody Harrelson. E’ un film definito da molti filmetto, americanata. In realtà lo ritengo un film PIENO di spunti interessanti per una formazione, un incontro di discussione o un approfondimento e per qualsiasi tipo di organizzazione. Qualsiasi.

Il passaggio del video, a mio modesto parere, è fondamentale.

David, ormai solo perché Diana ha accettato la proposta di Gage e cambiato idea sul suo futuro e quindi chiesto il divorzio, rimane solo con se stesso, con i suoi sogni infranti, con gli ideali, quali ideali oramai… E’ stato un gioco, un gioco pericoloso, finito malissimo. Ma David arriva ad una riflessione fondamentale su di sé e la trasmette ai suoi studenti di architettura

Ci sono altri punti del film che completano questo, breve ma indimenticabile. Ma su questo, appunto breve, si può costruire un percorso che dura una vita.

Le persone che coordinate o formate ve ne saranno per sempre grate se lo fate vostro, se lo sentite dentro, se tratterete tutti quei mattoni, non tanto come cocci malamente assemblati ma immaginando quello che possono diventare, mettendoci un po’ di lavoro. Questo è obbligatorio! Altrimenti il rischio sarà sempre quello di fare come l’acqua che scende dalla collina, fa solo solchi ed a volte devastazioni, ma non costruisce nulla. Le persone non sono vasi e fino a quando vengono percepite così, i formatori saranno sempre sparanozioni a cottimo, a tempo, a kg. Non funzionerà. E soprattutto rispetta la loro unicità, guarda oltre

Facciamo diventare un monumento quel mattone, magari sarà anche malmesso, eroso dal tempo, ma avrà un senso, un senso per se stesso, per qualcuno e questo senso potrà diventare eterno. Senza tanti fronzoli, senza tanta multimedialità, senza camminare sui rovi ad ogni costo per dimostrare di essere invincibili.

Se non ti basta questo (e per me è già moltissimo), leggi il bellissimo libro di Recalcati,

Il dono più grande del maestro non è il dono del sapere ma quello di saper tacere l’amore. Questo dono è il più prezioso perché non vincola l’allievo ad alcuna obbedienza, ma lo lascia sempre libero di andarsene, di separarsi dal maestro….

…Non esiste formazione all’insegnamento in senso stretto. L’insegnamento non dipende da una retorica o, come si dice oggi, da una capacità o da una tecnica di comunicazione, ma dal carisma di chi parla, ovvero da come sa rendere vivi, far vibrare, gli enunciati che trasmette…

Ora devi rispondere solo ad una domanda: Tu, che formatore vuoi essere?

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