Visualizzare per credere e… scrivere

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Ci fu un tempo e spesso lo faccio ancora in cui incontrai la visualizzazione. In quel tempo, dicevo, conobbi una persona molto in gamba che mi aiutò in un periodo difficile della mia vita. Periodi che capitano, gli alti e i bassi. Ne parlo al passato remoto perché il metodo che mi ha insegnato è stato molto efficace e lo utilizzo ancora per le mie cose personali e per i seminari di scrittura.Si tratta di visualizzazione. Se cercate nel web vi piovono addosso infinite informazioni e quasi tutte riportano ad alcuni concetti fondamentali:
  1. Visualizzare aiuta a dare una forma ai pensieri e quindi alle paure e ai sogni
  2. Supporta nel processo decisionale, quando si deve concretizzare (e dico concretizzare) un progetto. Vederlo nella mente mette in moto meccanismi automatici di azione
  3. Cura l’ansia se ben utilizzato, può scatenarla se invece si è maldestri e questo conferma la sua potenza

In buona sostanza, visualizzare è una facoltà degli esseri umani (forse anche dei grigi ma quella è un’altra storia 🙂 ) a costo zero e con notevoli vantaggi.

Perché funzioni per davvero, però, non è sufficiente visualizzare. Occorre aiutare la visualizzazione. Avete mai provato a fare 200 Km in un giorno e poi mettervi a pensare a come realizzare la casa dei vostri sogni? Probabilmente ritroverete energia che non sapevate di avere come è possibile che vi addormentiate dalla stanchezza.

Uno strumento interessante è la visual board, una sorta di lavagnetta tappezzata di immagini tratte da vecchie riviste o giornali oppure se vi piace, disegni vostri che ritraggono i vostri desideri e obiettivi personali e professionali. Semplicemente prendete alcuni fogli da disegno rigidi e vi incollate sopra le varie cose. Profumateli se vi viene utile sentire un determinato odore. A me capita ad esempio con alcune spezie.

Una volta eseguito questo lavoretto, riguardatelo e riponetelo in un posto vostro. Ogni giorno per un po’ osservatelo e lasciate andare la mente, senza forzarla. Dopo un po’ non li guarderete più con la frequenza dell’inizio però, saranno nel vostro cassetto a ricordarvi quando ne avrete necessità che è vostra responsabilità curarvi di voi.

Se fate questo esercizio con il beneficio del dubbio che possa aiutarvi, succederà molto probabilmente quello che è accaduto a me. In quel periodo molto particolare della mia vita creai 5 fogli, suddivisi per tematica. Poi dopo un certo tempo li dimenticai, ritrovandoli dopo due anni durante un trasloco. Metà dei fogli rappresentavano cose accadute nel tempo che io avevo sognato per me molto tempo prima. La mia sorpresa fu tale che questi fogli sono ancora con me, nonostante due traslochi tra due città e regioni diverse e molte altre cose da fare. Li riguardo ancora con insistenza, perché lo so, dentro di me, aiutano.

Un appunto per quanto riguarda l’uso delle tavole di visualizzazione nella scrittura. Ai seminari faccio sempre portare le riviste e poi ritagliare. Ciò che ogni persona dovrà realizzare sulla tavola è l’ambiente sociale, geografico e culturale del personaggio chiave che ha nella propria testa. Le riviste sono piene di immagini di persone. Ritagliatele e ricomponetele per realizzare il personaggio che serve alla vostra storia oppure ancora meglio lasciate fare alla fantasia. E’ capitato che qualcuno avesse in mente un personaggio maschile e poi la storia si dimostrasse al femminile e viceversa con tutte le implicazioni del caso. Oppure che si tentasse di descrivere un luogo freddo utilizzando parole calde. L’immagine dei luoghi freddi ha aiutato.

Anche in questo caso, volete scrivere la storia di Mastro Geppetto 6.0? Immaginate il suo viso, come cammina, come si veste e dove vive. Incollate tutto ciò che vi serve e quel che manca disegnatelo sulle tavole. Vedrete che il vostro personaggio, riposto nel cassetto, uscirà allo scoperto e vi aiuterà a scrivere la sua storia perché ogni personaggio una storia ce l’ha ed è nella vostra testa, va solo fatta incontrare con la penna.

 

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